Appalto cimiteri: «un project financing contro legge e finanziamenti occulti»-->Inviato da Redazione-->il 18/12/2008 12:54:37 -->1041 letture)-->-->
CIMITERI 2: DE CESARIS VERSÒ SOLDI AL GIORNALISTA SU RICHIESTA DI D’ALFONSOSecondo l'accusa c'era anche un altro modo nel quale De Cesaris distribuiva «remunerazione occulte» per compiacere l'allora sindaco D'Alfonso.Nell'appunto sequestrato all'imprenditore nel corso di una perquisizione, infatti, c'erano anche dei riferimenti ad alcuni versamenti (6mila euro) verso la società Informabruzzo, sotto la voce "versamento liberale a partito politico".Ma quella società non aveva affatto a che fare con un partito.A raccontare come sono andate le cose e a chiarire il comportamento "particolare" del sindaco è stato nel corso di un interrogatorio, Francesco Di Miero, giornalista del Tempo Abruzzo e titolare di Informabruzzo. Ecco che cosa raccontò: «Ho rappresentato al sindaco D'Alfonso che la mia azienda era in grado di massimizzare eventi e gestire immagine di società e persone. A questo punto D'Alfonso mi guardò e disse "adesso ci penso io" e chiamò telefonicamente la sua segreteria chiedendo: "Chiamatemi De Cesaris".Subito De Cesaris venne chiamato ed i due cominciarono a parlare; nella circostanza D'Alfonso, in modo confidenziale disse al De Cesaris "Vogliamo fare una buona azione? Offrendo una prestazione ad un bravo giornalista?" Dopo di che avuta conferma la telefonata è stata chiusa ....»Qualche giorno seguente arrivarono i frutti del raccolto dell'ex sindaco. Il racconto è ancora quello di Di Miero:... Dopo alcuni giorni fui contattato telefonicamente da una persona che mi diede appuntamento al bar Bistrot di via Carducci sotto la sede del quotidiano Il Tempo. Lì incontrai una persona dell'azienda De Cesaris, non ricordo chi fosse, a cui dissi cosa potevo fare per loro con la mia agenzia ... siccome il rapporto doveva essere a lunga scadenza ed una tantum indicai l'importo di euro 5.000 + IVA che mi è stato pagato con la fattura di cui si è parlato. In realtà detta azienda non mi ha mai chiamato e non mi ha mai chiesto alcuna collaborazione e perciò io non ho mai fatto nulla restando in attesa».L'ex sindaco ripetè la stessa procedura altre volte:«Devo a questo punto precisare che D'Alfonso mi ha successivamente chiamato altre tre volte nel tempo per situazioni analoghe, ove con le stesse modalità di cui sopra ha contattato altre aziende per farmi ottenere incarichi analoghi a quelli della De Cesaris ai quali non ho fornito alcuna prestazione. Le aziende sono la Siset Costruzioni Sas di Perilli IO &C, con fatturazione del 20 giugno 2006 importo euro 3.000, la Delta Lavori SpA con fatturazione del 3.1.2006 importo euro 2.400, la Soget S.p.A. con fatturazione del 14 marzo 2006 euro 3.600. Siccome non avevo mai prestato alcuna attività per dette consulenze, durante gli incontri con D'Alfonso ho rappresentato allo stesso questa anomala situazione e questi sorridendomi faceva 'spallucce' e mi diceva che non dovevo preoccuparmi e che era tutto a posto».Il racconto di Di Miero, secondo il gip De Ninis, «é altamente significativa del livello di potere e delle relazioni gestite dal sindaco del capoluogo. Di Miero si è trovato nella condizione di ottenere gratuitamente denaro da più imprese soltanto perché era arrivata la richiesta da D'Alfonso». Per la procura, inoltre i rapporti tra il sindaco ed il giornalista sono «meritevole di approfondimento».«Il sindaco», si legge nell'ordinanza, «potrebbe aver comprato i favori di un giornalista con denaro delle imprese, oppure aver indotto le imprese a regalare soldi ad un suo amico o ancora più semplicemente - come lui stesso ha dichiarato nella memoria allegata all'interrogatorio, fornendo però una motivazione implausibile ed insufficiente – essersi indotto ad un aiuto nei confronti di un postulante».Il rapporto delle imprese con il sindaco, invece, per il gip ha una sola spiegazione: si tratta «di indebita remunerazione».«Esse infatti», scrive il gip, «hanno pagato senza battere ciglio e senza preoccuparsi di quali ne fossero le ragioni: la ragione sufficiente, con evidenza, era la richiesta del sindaco. La s.r.l. Anzuca, del tutto coerentemente, ha iscritto quel pagamento tra le erogazioni liberali a partito politico (ovvero al sindaco D'Alfonso), vestendolo però come compenso per una generica consulenza professionale».Pagamenti a Informabruzzo arrivano anche dalla Soget, società di riscossione con il Comune, come raccontò Gaetano Monaco. Ecco cosa si legge a riguardo nel verbale:Il Monaco, sentito dalla polizia giudiziaria, ha ricordato che all'inizio del 2006 ricevette una telefonata dal sindaco D'Alfonso, che gli chiedeva se non potesse offrire una consulenza ad un bravo giornalista. Il Monaco, tuttavia, comprese la richiesta nella sua effettiva portata: così, dopo avere espressamente richiesto che cifra potesse andare bene ed avere ottenuto per risposta l'indicazione di mantenersi sui 3.000 euro, erogò senz'altro tale somma di denaro al giornalista quando Di Miero gli si presentò, senza commissionargli alcunché. A domanda del perché si fosse deciso a tale elargizione senza causa, ha risposto che gli appariva necessario mantenere buoni rapporti con il Comune». «Anche in questo caso», scrive il gip, «il senso è chiaro: una richiesta di denaro del sindaco D'Alfonso non poteva essere disattesa». DEZIO SOLO BRACCIO OPERATIVO«Se dunque De Cesaris, e non soltanto De Cesaris, era pronto a dare solo perché era D'Alfonso a chiedere», si legge nei documenti, «ne consegue che Dezio non può essere considerato l'ideatore del sistema dei finanziamenti occulti ma é stato, tutt'al più, il consapevole intermediario che ha portato ad esecuzione un generale disegno corruttivo: un semplice ragioniere, sempre solo esecutore delle direttive del proprio mandante».
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CIMITERI 2: DE CESARIS VERSÒ SOLDI AL GIORNALISTA SU RICHIESTA DI D’ALFONSOSecondo l'accusa c'era anche un altro modo nel quale De Cesaris distribuiva «remunerazione occulte» per compiacere l'allora sindaco D'Alfonso.Nell'appunto sequestrato all'imprenditore nel corso di una perquisizione, infatti, c'erano anche dei riferimenti ad alcuni versamenti (6mila euro) verso la società Informabruzzo, sotto la voce "versamento liberale a partito politico".Ma quella società non aveva affatto a che fare con un partito.A raccontare come sono andate le cose e a chiarire il comportamento "particolare" del sindaco è stato nel corso di un interrogatorio, Francesco Di Miero, giornalista del Tempo Abruzzo e titolare di Informabruzzo. Ecco che cosa raccontò: «Ho rappresentato al sindaco D'Alfonso che la mia azienda era in grado di massimizzare eventi e gestire immagine di società e persone. A questo punto D'Alfonso mi guardò e disse "adesso ci penso io" e chiamò telefonicamente la sua segreteria chiedendo: "Chiamatemi De Cesaris".Subito De Cesaris venne chiamato ed i due cominciarono a parlare; nella circostanza D'Alfonso, in modo confidenziale disse al De Cesaris "Vogliamo fare una buona azione? Offrendo una prestazione ad un bravo giornalista?" Dopo di che avuta conferma la telefonata è stata chiusa ....»Qualche giorno seguente arrivarono i frutti del raccolto dell'ex sindaco. Il racconto è ancora quello di Di Miero:... Dopo alcuni giorni fui contattato telefonicamente da una persona che mi diede appuntamento al bar Bistrot di via Carducci sotto la sede del quotidiano Il Tempo. Lì incontrai una persona dell'azienda De Cesaris, non ricordo chi fosse, a cui dissi cosa potevo fare per loro con la mia agenzia ... siccome il rapporto doveva essere a lunga scadenza ed una tantum indicai l'importo di euro 5.000 + IVA che mi è stato pagato con la fattura di cui si è parlato. In realtà detta azienda non mi ha mai chiamato e non mi ha mai chiesto alcuna collaborazione e perciò io non ho mai fatto nulla restando in attesa».L'ex sindaco ripetè la stessa procedura altre volte:«Devo a questo punto precisare che D'Alfonso mi ha successivamente chiamato altre tre volte nel tempo per situazioni analoghe, ove con le stesse modalità di cui sopra ha contattato altre aziende per farmi ottenere incarichi analoghi a quelli della De Cesaris ai quali non ho fornito alcuna prestazione. Le aziende sono la Siset Costruzioni Sas di Perilli IO &C, con fatturazione del 20 giugno 2006 importo euro 3.000, la Delta Lavori SpA con fatturazione del 3.1.2006 importo euro 2.400, la Soget S.p.A. con fatturazione del 14 marzo 2006 euro 3.600. Siccome non avevo mai prestato alcuna attività per dette consulenze, durante gli incontri con D'Alfonso ho rappresentato allo stesso questa anomala situazione e questi sorridendomi faceva 'spallucce' e mi diceva che non dovevo preoccuparmi e che era tutto a posto».Il racconto di Di Miero, secondo il gip De Ninis, «é altamente significativa del livello di potere e delle relazioni gestite dal sindaco del capoluogo. Di Miero si è trovato nella condizione di ottenere gratuitamente denaro da più imprese soltanto perché era arrivata la richiesta da D'Alfonso». Per la procura, inoltre i rapporti tra il sindaco ed il giornalista sono «meritevole di approfondimento».«Il sindaco», si legge nell'ordinanza, «potrebbe aver comprato i favori di un giornalista con denaro delle imprese, oppure aver indotto le imprese a regalare soldi ad un suo amico o ancora più semplicemente - come lui stesso ha dichiarato nella memoria allegata all'interrogatorio, fornendo però una motivazione implausibile ed insufficiente – essersi indotto ad un aiuto nei confronti di un postulante».Il rapporto delle imprese con il sindaco, invece, per il gip ha una sola spiegazione: si tratta «di indebita remunerazione».«Esse infatti», scrive il gip, «hanno pagato senza battere ciglio e senza preoccuparsi di quali ne fossero le ragioni: la ragione sufficiente, con evidenza, era la richiesta del sindaco. La s.r.l. Anzuca, del tutto coerentemente, ha iscritto quel pagamento tra le erogazioni liberali a partito politico (ovvero al sindaco D'Alfonso), vestendolo però come compenso per una generica consulenza professionale».Pagamenti a Informabruzzo arrivano anche dalla Soget, società di riscossione con il Comune, come raccontò Gaetano Monaco. Ecco cosa si legge a riguardo nel verbale:Il Monaco, sentito dalla polizia giudiziaria, ha ricordato che all'inizio del 2006 ricevette una telefonata dal sindaco D'Alfonso, che gli chiedeva se non potesse offrire una consulenza ad un bravo giornalista. Il Monaco, tuttavia, comprese la richiesta nella sua effettiva portata: così, dopo avere espressamente richiesto che cifra potesse andare bene ed avere ottenuto per risposta l'indicazione di mantenersi sui 3.000 euro, erogò senz'altro tale somma di denaro al giornalista quando Di Miero gli si presentò, senza commissionargli alcunché. A domanda del perché si fosse deciso a tale elargizione senza causa, ha risposto che gli appariva necessario mantenere buoni rapporti con il Comune». «Anche in questo caso», scrive il gip, «il senso è chiaro: una richiesta di denaro del sindaco D'Alfonso non poteva essere disattesa». DEZIO SOLO BRACCIO OPERATIVO«Se dunque De Cesaris, e non soltanto De Cesaris, era pronto a dare solo perché era D'Alfonso a chiedere», si legge nei documenti, «ne consegue che Dezio non può essere considerato l'ideatore del sistema dei finanziamenti occulti ma é stato, tutt'al più, il consapevole intermediario che ha portato ad esecuzione un generale disegno corruttivo: un semplice ragioniere, sempre solo esecutore delle direttive del proprio mandante».
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