domenica 21 dicembre 2008

Hells Angels, gli angeli più ricchi della terra.

Fonte: Il Corriere.com Edizione Italiana del Corriere Canadese

Hells Angels, gli angeli più ricchi della terra
16/Parte - Hanno 111 filiali e sono presenti in tre continenti. Un "chapter" è stato aperto anche a Milano. Il ministro della Giustizia: «Sono un pericolo»Di Antonio Nicaso
Articolo pubblicato il: 2001-10-11
Qualcuno li ha definiti gli angeli più ricchi della terra, ma per molti sono un'organizzazione che ha saputo coniugare arretratezza e modernità, un miscuglio nel quale convivono da decenni un senso feroce della fedeltà personale e la disponibilità a muovere uomini e capitali anche sulle lunghe distanze. Le polizie di mezzo mondo se ne sono accorte di recente: «Gli Hells Angels non hanno niente da invidiare a Cosa Nostra o agli altri gruppi tradizionali del crimine organizzato». Forse hanno qualcosa in più: sono l'organizzazione criminale che nel mondo è cresciuta più in fretta con 111 "filiali" sparse in tre continenti: Stati Uniti, Canada, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Liechtenstein, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Olanda, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Brasile e perfino Italia.Così due esponenti di punta degli Hells Angels in Danimarca hanno definito i membri dell'organizzazione cui appartenevano: «Gli Angeli sono dei ribelli impenitenti, sono provocatori per vocazione ed amano creare problemi senza una specifica ragione». La cultura è quella della violenza che, in economia, incrementa i profitti e che, nella vita di tutti i giorni, fonda e garantisce il potere criminale. Anche a Bikerdome, la violenza non è altro che il capitale originario del motociclista fuorilegge: l'elemento fondamentale per conquistare potere e ricchezza e per difenderli. Senza violenza il gangster su due ruote non esisterebbe: sarebbe come una persona che porta a spasso il suo cadavere.Gli Hells Angels, come le altre bande di motociclisti, non nascondono la loro appartenenza, anzi l'ostentano. Ed in questo sono molto simili ai gangster giapponesi che si coprono il corpo di tatuaggi, senza fare mistero della loro affiliazione alla Yakuza. Criminali con l'uniforme, anche se, come ha scritto Yves Lavigne, oggi tendono sempre più ad indossare il doppiopetto che il giubotto con il teschio alato.Sono però unici, nonostante i cambiamenti. «Essi costituiscono una forma atipica di crimine organizzato», spiega il sergente maggiore dell'Rcmp Jean Pierre Levesque, esperto a livello internazionale di questo fenomeno.

Nessun commento:

Posta un commento