Fonte: ANSA.it
2008-12-18 13:13
APPALTI: BUFERA SU NAPOLI, DICHIARAZIONI SPONTANEE DI RUTELLI
"Appena sono apparse sugli organi di informazione le intercettazioni in cui si parlava di me, ho chiamato la Procura della Repubblica di Napoli e ho chiesto di essere ascoltato immediatamente a tutela della mia onestà e onorabilità". "Sono salito in macchina, arrivato alle dieci e un quarto di sera e chiarito punto per punto che tutte le parole pronunciate nelle telefonate intercettate sul mio conto sono totalmente prive di fondamento". "Ringrazio i magistrati di Napoli per la loro disponibilità e ho piena fiducia che le attività giudiziarie si chiudano con l'accertamento della verità nei confronti di tutte le persone interessate". Lo afferma il presidente del Copasir Francesco Rutelli in una nota."I legali di Francesco Rutelli hanno annunciato una azione giudiziaria nei confronti de 'Il Giornale' che ha pubblicato oggi con grande evidenza accuse a Rutelli, cancellando le sue chiare e ferme prese di posizione al riguardo ed operando quindi una grave diffamazione". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa di Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato di controllo sui Servizi segreti). "Analoga azione giudiziaria - si annuncia sempre nella nota - verrà intrapresa anche nei confronti di altri media, tra i quali alcune radio che hanno riferito che Rutelli sarebbe 'indagato'. Come è noto, Rutelli non solo non è coinvolto nell'inchiesta, ma non ha neppure ricevuto un' informazione di garanzia".
APPALTI: BUFERA SU NAPOLIdi Giuseppe CavalcantiROMA - L'altro ieri l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara nonché segretario regionale del Pd, ieri l'inchiesta sui petroli in Basilicata, oggi la bufera politico-giudiziaria che sta investendo sopratutto gli enti locali, colpisce Napoli e la sua amministrazione, nei prossimi giorni approderà in Calabria, dopo la chiusura, oggi, delle indagini nell'inchiesta "Why Not". Dopo settimane di indiscrezioni e "boatos" su coinvolgimenti di politici napoletani nell'inchiesta su "Global Service", questa mattina sono stati arrestati a Napoli l'imprenditore Alfredo Romeo, mentre altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli. Tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. Coinvolti i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Anche l'ex assessore Giorgio Nugnes, morto suicida alcune settimane fa, era coinvolto nella stessa inchiesta. Nei giorni scorsi il sindaco di Napoli, Jervolino, durante la verifica politica in consiglio comunale aveva ribadito che "ciò che ha sempre caratterizzato il mio lavoro é il rispetto della legalità, con le mani candide, con l'assenza di clientele, con la più ampia trasparenza". Ed è sempre di oggi l'avviso di chiusura dell'inchiesta "Why Not", l'indagine ora al centro di clamorosi scontri anche all'interno della stessa magistratura. Ipotizzati numerosi reati: dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio e alla turbata libertà degli incanti, dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini, anche il presidente della regione Agazio Loiero. A Pescara l'accusa per il sindaco di centrosinistra D'Alfonso, arrestato lo stesso giorno della vittoria alle regionali del centrodestra, è di aver intascato tangenti in cambio di favori amministrativi. Una regione, quella abruzzese, che è stata tra le prime ad essere investita dalla nuova bufera politico giudiziaria. Le elezioni anticipate sono infatti conseguenza dell'arresto, lo scorso 14 luglio, dell'allora presidente Ottaviano Del Turco. L'accusa ? Tangenti per la sanità. In pieno svolgimento a Firenze l'inchiesta sull'area di Castello di proprietà della Sai-Fondiaria. Tra gli altri indagati l'assessore comunale alla sicurezza, Graziano Cioni, uno dei candidati alle primarie nel Pd per le prossime elezioni comunali. E' connessa all'inchiesta Fondiaria-Sai anche la clamorosa protesta pubblica del sindaco di Firenze, Domenici, che si è incatenato ad un palo davanti la sede romana di Repubblica, per protestare contro una cattiva informazione, a suo dire, che lo vedeva coinvolto, falsamente, nell' indagine. Ancora in Campania, la scorsa settimana, è stato rinviato a giudizio il sindaco Vincenzo De Luca. L'inchiesta riguarda la realizzazione del parco marino a tema, il cosiddetto Sea Park. Indagato anche il presidente della Regione Basilicata, De Filippo, nell'ambito dell'inchiesta sui petroli che ieri ha portato all'arresto dell'amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, e che vede coinvolto anche il deputato del Pd Salvatore Margiotta. Si terrà invece solo nel marzo del prossimo anno l'udienza preliminare per il governatore del Molise Michele Iorio nel procedimento che lo vede indagato per il reato di concussione e abuso d'ufficio in un'inchiesta riguardante i rapporti tra la Regione e una società multinazionale di consulenza.
2008-12-18 13:13
APPALTI: BUFERA SU NAPOLI, DICHIARAZIONI SPONTANEE DI RUTELLI
"Appena sono apparse sugli organi di informazione le intercettazioni in cui si parlava di me, ho chiamato la Procura della Repubblica di Napoli e ho chiesto di essere ascoltato immediatamente a tutela della mia onestà e onorabilità". "Sono salito in macchina, arrivato alle dieci e un quarto di sera e chiarito punto per punto che tutte le parole pronunciate nelle telefonate intercettate sul mio conto sono totalmente prive di fondamento". "Ringrazio i magistrati di Napoli per la loro disponibilità e ho piena fiducia che le attività giudiziarie si chiudano con l'accertamento della verità nei confronti di tutte le persone interessate". Lo afferma il presidente del Copasir Francesco Rutelli in una nota."I legali di Francesco Rutelli hanno annunciato una azione giudiziaria nei confronti de 'Il Giornale' che ha pubblicato oggi con grande evidenza accuse a Rutelli, cancellando le sue chiare e ferme prese di posizione al riguardo ed operando quindi una grave diffamazione". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa di Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato di controllo sui Servizi segreti). "Analoga azione giudiziaria - si annuncia sempre nella nota - verrà intrapresa anche nei confronti di altri media, tra i quali alcune radio che hanno riferito che Rutelli sarebbe 'indagato'. Come è noto, Rutelli non solo non è coinvolto nell'inchiesta, ma non ha neppure ricevuto un' informazione di garanzia".
APPALTI: BUFERA SU NAPOLIdi Giuseppe CavalcantiROMA - L'altro ieri l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara nonché segretario regionale del Pd, ieri l'inchiesta sui petroli in Basilicata, oggi la bufera politico-giudiziaria che sta investendo sopratutto gli enti locali, colpisce Napoli e la sua amministrazione, nei prossimi giorni approderà in Calabria, dopo la chiusura, oggi, delle indagini nell'inchiesta "Why Not". Dopo settimane di indiscrezioni e "boatos" su coinvolgimenti di politici napoletani nell'inchiesta su "Global Service", questa mattina sono stati arrestati a Napoli l'imprenditore Alfredo Romeo, mentre altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli. Tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. Coinvolti i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Anche l'ex assessore Giorgio Nugnes, morto suicida alcune settimane fa, era coinvolto nella stessa inchiesta. Nei giorni scorsi il sindaco di Napoli, Jervolino, durante la verifica politica in consiglio comunale aveva ribadito che "ciò che ha sempre caratterizzato il mio lavoro é il rispetto della legalità, con le mani candide, con l'assenza di clientele, con la più ampia trasparenza". Ed è sempre di oggi l'avviso di chiusura dell'inchiesta "Why Not", l'indagine ora al centro di clamorosi scontri anche all'interno della stessa magistratura. Ipotizzati numerosi reati: dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio e alla turbata libertà degli incanti, dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini, anche il presidente della regione Agazio Loiero. A Pescara l'accusa per il sindaco di centrosinistra D'Alfonso, arrestato lo stesso giorno della vittoria alle regionali del centrodestra, è di aver intascato tangenti in cambio di favori amministrativi. Una regione, quella abruzzese, che è stata tra le prime ad essere investita dalla nuova bufera politico giudiziaria. Le elezioni anticipate sono infatti conseguenza dell'arresto, lo scorso 14 luglio, dell'allora presidente Ottaviano Del Turco. L'accusa ? Tangenti per la sanità. In pieno svolgimento a Firenze l'inchiesta sull'area di Castello di proprietà della Sai-Fondiaria. Tra gli altri indagati l'assessore comunale alla sicurezza, Graziano Cioni, uno dei candidati alle primarie nel Pd per le prossime elezioni comunali. E' connessa all'inchiesta Fondiaria-Sai anche la clamorosa protesta pubblica del sindaco di Firenze, Domenici, che si è incatenato ad un palo davanti la sede romana di Repubblica, per protestare contro una cattiva informazione, a suo dire, che lo vedeva coinvolto, falsamente, nell' indagine. Ancora in Campania, la scorsa settimana, è stato rinviato a giudizio il sindaco Vincenzo De Luca. L'inchiesta riguarda la realizzazione del parco marino a tema, il cosiddetto Sea Park. Indagato anche il presidente della Regione Basilicata, De Filippo, nell'ambito dell'inchiesta sui petroli che ieri ha portato all'arresto dell'amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, e che vede coinvolto anche il deputato del Pd Salvatore Margiotta. Si terrà invece solo nel marzo del prossimo anno l'udienza preliminare per il governatore del Molise Michele Iorio nel procedimento che lo vede indagato per il reato di concussione e abuso d'ufficio in un'inchiesta riguardante i rapporti tra la Regione e una società multinazionale di consulenza.

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