Fonte: PrimaDaNoi
CRONACA - Pescara
Per il gip: «quadro accusatorio confermato», anzi «rafforzato»-->Inviato da Redazione-->il 24/12/2008 17:34:06 -->813 letture)-->-->
L'ARRESTO DI D'ALFONSO. PESCARA. Un passo avanti e due indietro nella nuova ordinanza del giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, letteralmente partorita in sei ore, nel giorno della vigilia di Natale.
* AREA DI RISULTA: «VICENDA GRAVE». «ARRICCHIMENTO NON APPARISCENTE»
* LO SCONTRO TRA GIP E PM: LA CLAMOROSA MARCIA INDIETRO
* TUTTO SULL'ARRESTO DI D'ALFONSO
* LE FOTO: D'ALFONSO TORNA LIBERO Nel documento che concede piena libertà all’ex sindaco D’Alfonso e all’imprenditore De Cesaris si legge: «il quadro accusatorio rimane in piedi»; «è confermato e rafforzato».Alle 15 del 24 dicembre, dunque, arriva il verdetto atteso da oltre 24 ore che libera l’ex sindaco e annulla la precedente ordinanza che ne aveva sancito gli arresti domiciliari.Dopo otto giorni dal clamoroso arresto non esistono più le esigenze cautelari. Ma ci sono innumerevoli “ma” che ingarbugliano non poco una storia destinata a diventare grimaldello della politica…Fondamentali sarebbero però state, per la decisione di revoca dei domiciliari, le dimissioni del sindaco e la prossima nomina del commissario comunale «che determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti da D'Alfonso». Per il gip, inoltre, «le tesi di comodo da concordare con persone riconducibili alla famiglia o all'impresa non sarebbero, comunque, impedite dalla misura in atto degli arresti domiciliari».Stessa linea anche per l'imprenditore De Cesaris che con la sua deposizione, dopo l'arresto, avrebbe addirittura peggiorato la posizione. Libertà anche per lui poiché si è dimesso da ogni carica societaria. Escluso quindi il pericolo di reiterazione del reato. Chi si aspettava un provvedimento fotocopia rispetto a quello che ha scarcerato Dezio è rimasto deluso.All'inizio della sua ordinanza De Ninis ha scritto una premessa come «immediata risposta alle sollecitazioni aspramente critiche mosse dal Pm». Nei giorni scorsi, infatti, dopo la liberazione di Guido Dezio, non erano mancati scontri tra le parti. «Il quadro accusatorio», scrive il gip nell'ultima ordinanza, «già integralmente condiviso dal gip nel momento dell'adozione delle misure cautelari, rimane nel suo complesso confermato (ed anzi sotto taluni aspetti rafforzato), con la sola eccezione della posizione di Marco Molisani, anche all'esito degli interrogatori di garanzia e delle ulteriori attività di indagine».Il giudice fa delle precisazioni anche sul provvedimento di revoca delle misure cautelari di Guido Dezio: «il ridimensionamento del quadro indiziario non modifica il giudizio di gravità indiziaria sulle due principali vicende di corruzione (appalto cimitero e area di risulta, ndr) e sulla stessa associazione a delinquere ma si limitava ad evidenziare un'attenuazione della gravità concreta delle condotte contestate per i riflessi che ne derivano sul pericolo di inquinamento probatorio ascritto a Dezio e sulla prova dell'elemento soggettivo delle corruzioni minori (per la quale si introduceva un elemento di dubbio, suscettibile di rivalutazione)».Il gip sottolinea anche che «la presente fase del procedimento è per sua natura soggetta ad evoluzioni anche importanti e l'interrogatorio del principale indagato costituisce ineliminabile momento di riflessione, suscettibile di ulteriore verifica ed approfondimento».SULLA REVOCA DEGLI ARRESTI DI DEZIOSulla revoca delle misure cautelari di Dezio scrive il gip, «è stata autorizzata in quanto è venuto meno la reiterazione del reato e l'inquinamento delle prove». «LA DIFESA APPASSIONATA DEL SINDACO»Per De Ninis il sindaco D'Alfonso «nel trattare analiticamente tutti i punti oggetto di contestazione, ha più volte rimarcato gli obiettivi di pubblico interesse che soli, nei suoi intenti, hanno sostenuto l'azione di governo e gli specifici atti di indirizzo».Sempre secondo quanto si legge, il primo cittadino «confinando sui tecnici le eventuali responsabilità (…) ha respinto con sdegno l'accusa di aver condizionato l'esercizio delle proprie funzioni e finalità di arricchimento personale».D'Alfonso avrebbe spiegato che le due ristrutturazioni eseguite dall'impresa di De Cesaris sarebbero avvenute circa sei mesi prima (fine 2003) e circa due anni prima (2002) dell'inizio della procedura per il project financing (giugno 2004).Per De Ninis queste dichiarazioni sono state considerate «pienamente affidabili, anche alla luce della possibilità di sottoporle ad ulteriori verifiche: elemento che avrebbe sconsigliato- ad una persona certamente avveduta e intelligente qual è D'Alfonso- di insistere su una linea difensiva suscettibile di falsificazione che avrebbe reso discredito anche sulle altre giustificazioni rese».I LAVORI DI DE CESARIS A CASA DI D'ALFONSORimangono in piedi anche le dichiarazioni contrastanti sui lavori effettuati a titolo gratuito (secondo il pm) nella casa dell'ex sindaco dalla ditta di De Cesaris, che poi si è aggiudicato l'appalto sui cimiteri.Da un lato ci sono le dichiarazioni del capo-mastro della ditta, dall'altro la data della fattura prodotta dal De Cesaris del 31-12-2002 di 12 mila euro. «La conferma che i lavori avvennero in epoca successiva», scrive De Ninis, «dimostrerebbe altresì che essi non vennero pagati con la fattura esibita dall'impresa, validando l'assunto dell'accusa». Ma nel corso dell'ultimo interrogatorio l'imprenditore avrebbe aggravato la sua posizione, secondo quanto sostiene il gip: «l'imprenditore De Cesaris ha improvvisamente cambiato la versione dei fatti resa nelle indagini, dicendo che la fattura del 2002 faceva riferimento ad altri lavori» di una congiunta di D'Alfonso, e che «in quella circostanza la congiunta del sindaco gli avrebbe richiesto di sistemare anche il locale terraneo, anche se i lavori vennero eseguiti solo diverso tempo dopo (uno o due anni)». Ci sono ancora dubbi, invece, sui lavori effettuati a casa di D'Alfonso, sui colli a Pescara.Ma proprio nel corso dell'interrogatorio «De Cesaris ha fornito ulteriori elementi di interesse e di conferma della prospettiva accusatoria».L'imprenditore ha precisato che il locale di D'Alfonso, affidato in disponibilità di comodato d'uso per sistemare delle biciclette non sarebbe mai stato utilizzato.Questa vicenda viene definita dal gip «un mero pretesto, una scusa elaborata per rispondere alla prima contestazione operata dagli inquirenti, senza fondamento. Con certezza è del tutto idonea a giustificare l'esecuzione dei lavori che, seppur non ingenti, certamente hanno costituito un valore apprezzabile, avendo occupato una squadra di maestranze per circa 20 giorni e realizzato la ristrutturazione completa del locale di Lettomanoppello».Inoltre De Cesaris «ha ammesso di aver operato i versamenti (leciti e registrati) in favore del sindaco e del suo partito, allo scopo di agevolare l'ottenimento dei lavori al Comune di Pescara che da anni non forniva commesse alle sue imprese. Il rilievo di tali dichiarazioni», scrive il gip, «in punto di prova dell'elemento soggettivo dei reati, pare evidente».De Cesaris ha però negato le contribuzioni in nero «non riuscendo però a fornire», dice il gip, «alcuna valida ricostruzione alternativa del significato dell'annotazione "5.000 a privati"»Alessandra Lotti 24/12/2008 17.20DAL TG1: TUTTI DENTRO CASA
813 letture
Page (1) 2 »
mercoledì 24 dicembre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento